Cosa facciamo
Vorrei iniziare spiegandovi perché ho deciso di creare questo percorso.
Non nasce semplicemente dal desiderio di insegnare delle tecniche di meditazione.
Nasce prima di tutto dalla mia esperienza di vita.
Come tante persone, anch'io ho attraversato momenti difficili. Ho conosciuto le delusioni, il lutto, il fallimento, la paura di non farcela e quei periodi nei quali sembra che la vita diventi improvvisamente molto più pesante.
E proprio quando la vita è diventata più pesante, ho iniziato a cercare qualcosa che potesse aiutarmi a viverla in maniera diversa.
Negli anni ho incontrato e sperimentato diverse pratiche: Reiki, Raja Yoga, Hatha Yoga, meditazione akashica, Mindfulness.
Percorsi diversi, che mi hanno insegnato cose diverse, ma che alla fine mi hanno portata verso uno stesso punto:
l'amore.
L'amore verso noi stessi.
L'amore verso gli altri.
E, forse la cosa più difficile, l'amore verso la vita anche quando la vita non sta andando come vorremmo.
Ed è questo che vorrei condividere con voi.
Viviamo in un periodo nel quale siamo continuamente sottoposti a tensioni.
Accendiamo la televisione o prendiamo in mano il telefono e arrivano guerre, violenza, crisi, problemi economici, incertezza.
Poi ci sono le nostre vite.
Un lavoro che magari ci impegna moltissimo e ci restituisce poco. Le preoccupazioni economiche. Un rapporto di coppia difficile. I conflitti familiari. Una persona che ci ha deluso. Qualcuno che abbiamo perso. Un progetto nel quale credevamo e che non è andato come speravamo.
E a tutto questo si aggiunge spesso una paura più silenziosa:
“Che cosa succederà domani?”
Non possiamo controllare tutto questo.
La meditazione non farà sparire una bolletta, non cambierà una persona che ci ha ferito e non eliminerà magicamente un problema.
Ed è importante dirlo.
Ma può cambiare qualcosa di molto importante:
il modo in cui noi viviamo quello che ci accade.
Perché spesso al dolore reale aggiungiamo un altro peso: continuiamo a ripensare a ciò che è successo, immaginiamo quello che potrebbe succedere, giudichiamo noi stessi, combattiamo contro ciò che non possiamo cambiare.
E così la nostra mente continua a portare pesi anche quando potrebbe, almeno per qualche momento, posarli.
È proprio questa la parola che vorrei accompagnasse il nostro percorso:
ALLEGGERIRE.
Alleggerire non significa fregarsene.
Non significa diventare indifferenti.
Non significa scappare dai problemi.
Significa imparare, poco alla volta, a distinguere ciò che possiamo cambiare da ciò che dobbiamo imparare ad accogliere.
Significa imparare a stare nel presente senza vivere continuamente nella paura del futuro o nel dolore del passato.
Significa smettere, almeno qualche volta, di essere i giudici più severi di noi stessi.
E significa concederci una domanda che forse ci facciamo troppo poco:
“Come sto veramente?”
In questo percorso vorrei creare proprio questo spazio.
Uno spazio nel quale non dobbiamo dimostrare niente a nessuno.
Non dobbiamo essere perfetti.
Non dobbiamo essere spirituali.
Non dobbiamo neppure essere bravi a meditare.
Dobbiamo semplicemente imparare a fermarci.
Respirare.
Ascoltare.
Osservare quello che accade dentro di noi senza giudicarlo immediatamente.
E, piano piano, imparare a rivolgere verso noi stessi quella stessa comprensione
e quella stessa gentilezza che spesso siamo capaci di dare agli altri.
Perché credo che l'amore verso gli altri cominci anche da qui.
Da come trattiamo noi stessi.
Se dentro di noi siamo continuamente in guerra,
sarà molto difficile portare pace nelle nostre relazioni.
Se non sappiamo perdonarci, sarà difficile perdonare.
Se non sappiamo ascoltarci, sarà difficile ascoltare veramente qualcuno.
Ecco perché questo percorso non vuole essere soltanto meditazione.
Vorrei che fosse un piccolo viaggio verso una maniera più amorevole di stare al mondo.
E per questo faremo anche due esperienze nella natura abruzzese, una al mare e una in montagna.
Per chi vorrà ci saranno anche Retreat in Italia e all Estero con personale certificato.
Perché a volte la natura riesce a ricordarci qualcosa che nella vita quotidiana dimentichiamo.
Il mare non combatte contro le onde.
La montagna non ha fretta.
La natura cambia continuamente e, nello stesso tempo, continua semplicemente ad essere.
Provare insieme a vedere se possiamo attraversare la stessa vita portando con noi un po' meno peso.
Con maggiore consapevolezza.
Con maggiore gentilezza.
Con più amore verso noi stessi, verso gli altri e verso questa vita imperfetta che,
nonostante tutto, continua ogni giorno ad offrirci qualcosa.
Perché forse stare meglio non significa avere finalmente una vita nella quale non succede più nulla di difficile.
Forse significa imparare a vivere pienamente anche quando qualcosa di difficile accade.
Ed è questo il viaggio che vorrei fare insieme a voi:
non imparare a fuggire dalla vita, ma imparare ad amarla senza lasciare che ogni sua difficoltà ci schiacci.
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